tragedy and delirium in montevideo: the theater of copi
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2017
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Abstract
Nelle sue pièces comiche il drammaturgo franco-argentino Copi (1939-1987) si confronta con la tragedia, immergendo riferimenti e forme tragiche nell’umorismo e nel camp, all’interno di una cornice caratterizzata dal relativismo più estremo, in cui vita e morte coincidono e in cui ogni personaggio (spesso transgender) afferma e nega la propria identità. Gli ‘eroi’ di Copi mostrano un difetto di volontà, che porta i loro sforzi titanici a diventare perdenti e a infrangersi contro risultati ridicoli o contro lo stallo. Le pièces oscillano tra «circo» e «tragedia», come dice il protagonista di Cachafaz (1981), definita dall’autore «tragedia barbara», in cui la tradizione del gauchesco argentino si coniuga con una visione cruenta e soprannaturale della tragedia, tra Macbeth e Le baccanti. Il linguaggio della commedia umoristica e camp è la base per la ricostruzione di un nuovo linguaggio tragico, e l’intero corpus teatrale di Copi non si presenta come parodia o dissacrazione, bensì come ‘riattivazione’ della tragedia nel secolo della sua ‘morte’ (Steiner).
| Reference Key |
casi2017betweentragedy
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|---|---|
| Authors | ;Stefano Casi |
| Journal | philosophical transactions of the royal society of london series b, biological sciences |
| Year | 2017 |
| DOI |
10.13125/2039-6597/2765
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| URL | |
| Keywords |
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