variabilità craniometrica in alcune popolazioni italiane di capriolo

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2003
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Abstract
Il Capriolo <em>Capreolus capreolus</em> ha nel suo areale una considerevole variabilità morfologica tanto che, in passato, sono state descritte più di 12 sottospecie diverse in base alla sola variazione fenotipica. Festa (1925) ha descritto per l?Italia la sottospecie <em>C. c. italicus</em>, basandosi sul colore della pelliccia e sulle dimensioni del cranio di 7 esemplari provenienti dalla Tenuta di Castelporziano ed ha differenziato in tal modo il capriolo dell?Italia centrale da quello delle Alpi orientali. Recentemente, studi di tipo genetico hanno rivelato l?esistenza di 2 gruppi, l?uno che include i caprioli dell?arco alpino, affini alle popolazioni dell?Europa centrosettentrionale, e l?altro che include le popolazioni dell?Italia centro-meridionale, con le popolazioni ?storiche? di Castelporziano, Monti dell?Orsomarso e PN del Gargano, insieme a quelle della Maremma grossetana e di alcune aree meridionali della provincia di Siena. Lo scopo del presente lavoro è studiare la variabilità craniometrica tra le popolazioni di capriolo dell?arco alpino orientale, dell?Appennino toscano, e dell?area geografica comprendente la Maremma toscana e Castelporziano. Così i dati storici e genetici degli studi attualmente disponibili possono essere confrontati ed integrati anche con dati di tipo morfologico. La determinazione di un?unità tassonomica endemica gioca un ruolo importante nella pianificazione d?adeguate strategie di conservazione. Sono state rilevate 43 misure su di un campione di 50 crani completi di maschi adulti (> 2 anni) mediante un calibro manuale. L?analisi della varianza condotta sui 3 gruppi indicati, ha rivelato differenze significative (p&#060;0,01) in 29 misure. Risultano non significative le misure riferibili alla larghezza ed altezza del cranio e all?altezza della mandibola. Queste variabili sono state escluse dalle successive analisi. L?analisi delle componenti principali (PCA) ha estratto 2 componenti dalla matrice di correlazione dei dati trasformati in grado di spiegare il 72.9% della varianza totale del campione. La maggior parte dei caratteri relativi a PC1 (67,8%) sono correlati positivamente con le misure di lunghezza del cranio. L?analisi discriminante ?stepwise? è stata utilizzata per valutare il grado di separazione tra gruppi ed è stata condotta sui punteggi delle prime 12 componenti principali, ossia quelle che erano in grado di spiegare il 95% della varianza totale. Soltanto 5 di queste ultime (1, 3, 8, 6, 4) sono entrate nel modello finale, consentendo il 100% di corretta classificazione dei campioni di Castelporziano e della Maremma toscana. Per ovviare al peso esercitato dal fattore dimensionale, si è condotta un?analisi analoga sui dati trasformati in rapporti con la lunghezza condilo-basale. L?analisi della varianza ha rivelato differenze significative (p&#060;0,01) in 11 misure, tutte relative alla larghezza e all?altezza del cranio. Le due componenti calcolate tramite PCA spiegano solo il 53,5% della varianza complessiva (PC1=39,89 e PC2= 13,64), ma il modello costruito con l?AD consente ugualmente di classificare correttamente il 100% dei campioni provenienti da Castelporziano e dalla Maremma toscana.
Reference Key
montanaro2003hystrix,variabilit Use this key to autocite in the manuscript while using SciMatic Manuscript Manager or Thesis Manager
Authors ;P. Montanaro;Anna Maria De Marinis;F. Riga;Stefano Focardi;Silvano Toso
Journal bmc chemistry
Year 2003
DOI
10.4404/hystrix-14.0-4291
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