resti di <em>arvicola terrestris</em> dell'età del bronzo rinvenuti sull'isola di vivara, procida (napoli)
Clicks: 95
ID: 165651
2003
Article Quality & Performance Metrics
Overall Quality
Not rated
Combines reader engagement with the AI quality analysis. This
article has not been analysed, so there is no overall score —
reader engagement is measured and shown alongside.
Reader Engagement
Steady Performance
27.9
/100
95 views
7 readers
AI Quality Assessment
Not analyzed
Readership in this journal
SteadyRanked #35 of 45 articles by views in bmc chemistry
Most read
Least read
Bar heights use a square-root scale.
Mint this article as an NFT
Not yet mintedCreate a permanent, verifiable on-chain record of this article on the Scimatic Network. The NFT is held in your Journament account, and you can withdraw it to your own wallet at any time.
5
SUSD
one-off · no wallet required
Abstract
Nel corso degli scavi archeologici intrapresi sull?isola di Vivara, sono venuti alla luce resti di microfauna provenienti da un sito del Bronzo Medio. Tra essi, sono emersi frammenti cranici di <em>Arvicola terrestris</em> rinvenuti nell?abitato preistorico di Punta d?Alaca. In quest?area, strutture capannicole e reperti archeologici sono associati con oggetti d?importazione egea, a testimonianza del ruolo che doveva avere questo centro nell?ambito dei traffici transmarini che si svolgevano nel Mediterraneo intorno al XVII sec. a.C. Il materiale osseo rinvenuto si presenta estremamente frammentario rendendo difficile ogni considerazione tassonomica. Mancano, inoltre, testimonianze archeozoologiche o paleontologiche antecedenti l?età del Bronzo. L?isola di Vivara, di natura vulcanica, ricoperta di vegetazione mediterranea e priva di sorgenti naturali emerse, è, attualmente, del tutto inadeguata alle esigenze di suddetta arvicola. Le sole ipotesi che sembrano avanzabili di fronte a tale particolare presenza, dal momento che è poco probabile che i resti cranici in questione venissero portati come rifiuti dalla costa fino al villaggio, posto a circa 90m s.l.m., sono: 1. predazione da parte di rapaci sul continente e successiva emissione di borre a Vivara; 2. individui vivi, provenienti da altre zone, arrivati sull?isola accidentalmente insieme alle navi. Le ricerche geo-archeologiche intraprese negli ultimi anni hanno dimostrato che, durante l?età del Bronzo, la linea di costa, a Vivara, era oltre 10m più in basso rispetto all?attuale. Larghi tratti di costa sabbiosa, attualmente sommersi, la collegavano a Procida e non è da escludere il momentaneo instaurarsi, in essi, di stagni e lagune. Nel caso dunque di arvicole arrivate vive, la probabile presenza di specchi d?acqua, suggerita anche da altri reperti archeozoologici rinvenuti a punta d?Alaca quali resti di orate di dimensioni riconducibili a quelle cresciute in lagune costiere e molluschi d?ambiente salmastro, avrebbe permesso loro di trovare una situazione ecologica favorevole potendo, seppur brevemente, sopravvivere.
| Reference Key |
nappi2003hystrix,resti
Use this key to autocite in the manuscript while using
SciMatic Manuscript Manager or Thesis Manager
|
|---|---|
| Authors | ;Armando Nappi;A. Carannante |
| Journal | bmc chemistry |
| Year | 2003 |
| DOI |
10.4404/hystrix-14.0-4260
|
| URL | |
| Keywords |
Citations
No citations found. To add a citation, contact the admin at info@scimatic.org
Comments
No comments yet. Be the first to comment on this article.